Sacchetti e la SITA: "Nessuna guerra, semmai unione" 

Denis, manager Go Eleven: "I team Indipendenti hanno aderito all'unanimità: non chiediamo soldi né potere, ma condivisione. Vogliamo far crescere assieme a Promoter, MSMA e FIM la SBK"
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Mirko ColombiMirko Colombi

Pubblicato il 21 luglio 2026, 09:22

Tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo avevamo accennato un tema lasciato sotto coperta, che era però pronto a scoprirsi. Si parlava con Gianni Ramello di una possibile congregazione dei team "privati" iscritti al campionato delle moto derivate di serie, mai uniti nella storia, ma capaci di farlo. Ed è così: sta per nascere la SITA, ossia, Superbike Indipendent Team Association. L'idea, partita da Dennis Sacchetti, è spiegata dallo stesso manager Go Eleven: "Abbiamo scritto e presentato una lettera" le parole "firmata all'unanimità da tutte le squadre non ufficiali, quindi, le Indipendenti. L'abbiamo mandata al Promoter, alla MSMA e alla FIM. Quindi, le istituzioni del mondiale ne sono al corrente. Ottimo, perché il nostro obiettivo è chiaro e positivo". La SBK sta per vivere un'altra piccola ma importante rivoluzione. 

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Bellum gerere vetitum est, praestat operam coniungere

In pratica, nessuna intenzione di bellare, semmai di costruire: "Esatto" ancora Denis "pensare che vogliamo fare la guerra o cose del genere sarebbe sbagliato. Anzi, appunto: proprio per rendere unito il gruppo di lavoro, abbiamo pensato all'associazione. Tutti hanno detto subito 'sì', ci sto. Noi di Go Eleven, Motocorsa, Barni, MGM, Advocates, Marc VDS e MotoXracing. Queste sono le squadre che verranno rappresentate da una figura da votare".

Potresti essere tu.

"Vedremo. Ne avevo discusso con Gianni Ramello, dai noi è scattata la scintilla, ma gli altri hanno alimentato il fuoco. Desideriamo essere accolti nei consigli MSMA, dove si prendono diverse decisioni. Vogliamo decidere? No, ma sì. Mi spiego meglio: in base alla tematica del giorno, noi forniremo il nostro punto di vista e ciò che riteniamo conveniente per il campionato".

La SBK è un'azienda.

"Esatto, infatti. Immaginate quando sapevamo le cose all'ultimo momento, oppure, non ne conoscevamo nemmeno l'esistenza. Le conseguenze, nella maggior parte dei casi, ricadevano sull'economia dei team. Quindi, sul campionato. Se fossimo uniti, invece, la crescita sarebbe più facile per tutti".

Un esempio recente?

"La storia dei freni Brembo e la fornitura unica dal 2027. Ottimo, ma chi lo sapeva? Solo i Costruttori, perchè presenti in MSMA. Il Promotr, ovviamente, poi la FIM. Noi, ultima ruota del carro, a volte nemmeno montata. Questa iniziativa futura costerà denaro? Se sì, quanto? E' sostenibile? Credo che siano domande lecite e proponibili. Il pensiero riguarda anche le spese per allestire i test, i prezzi delle benzine speciali e i posti in griglia".

Ogni cosa deve avere un valore?

"Sì, nostro compito è sottolinearlo. Siamo in tanti team Indipendenti, contateci. E formiamo un discreto schieramento sullo scacchiere dei permanenti. Ogni voce, secondo noi, deve crescere. Se ci riusciamo, tutto il campionato sale di livello. La parola d'ordine è connubio, non compromesso".

L'imperativo rimane però uno: abbassare i costi gestionali.

"Un conto è dirlo, un altro è farlo. Ogni anno si ritoccano i preventivi al rialzo. E torniamo a sopra: chiediamo diritto di voto in consiglio, portando idee. Un budget cap andrebbe introdotto, oggi la preparazione delle moto ha raggiunto cifre da capogiro. Le definirei esagerate. E abbiamo bisogno di sponsor, questi da valorizzare direttamente in circuito. Ecco un'altra parola: diretto. Unitela a 'contatto', capirete quale sia il nostro messaggio". 

 

 

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