Lo scorso anno dopo i primi sei GP si è capito che era l'anno di Marquez. Oggi abbiamo la moto più equilibrata
Lorenzo festeggia già nel corso del primo giro. Lo fa perché salutare il pubblico significa che ha margine, che ha vinto nettamente. Che ha un vantaggio da gestire. In casa degli italiani…
«Qui al Mugello sono un po' come il Barcellona quando va a giocare a Madrid…».
E tu hai vinto in trasferta. Terzo successo consecutivo. Si vede che sei in gran forma.
«Fisicamente sto bene, mentalmente ancora meglio, perché vedo che la Yamaha non ha niente di meno della Honda. Questo mi dà fiducia, ed ho spinto forte, come a Jerez e in Francia. Dopo un paio di giri ho visto che il vantaggio cresceva persino più di quanto mi aspettassi. Credevo che il passo di gare sarebbe stato più veloce, ma non sempre le cose sono come te le immagini».
Rossi è sei punti. Marquez è lontano.
«Parlare di campionato dopo 6 gare su 12 è decisamente prematuro, ma se lo scorso anno dopo i primi sei GP si era capito che era l'anno di Marquez, questo potrebbe essere l'anno della Yamaha. Sembra che abbiamo la moto più equilibrata degli ultimi anni e dobbiamo approfittarne finché le altre Case non arriveranno. Perché è sicuro che arriveranno».
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