La Ducati sta dimostrando che impegnare Honda e Yamaha in MotoGP si può. Con le idee e le persone giuste. Come l’ingegner Gigi Dall’Igna, responsabile del progetto racing. Ecco uno stralcio dell’intervista che potete leggere sul numero 14 di Motosprint, in edicola.
«Io penso che un mio punto di forza sia l’umiltà. Ho sempre pensato che ottiene di più una persona umile, che una arrogante. E lo dico non per buonismo, ma da persona che vuole raggiungere certi obiettivi. Nello specifico, dico che è sbagliato partire sempre da un foglio bianco. Molti progettisti arrivano e buttano via tutto quello che è stato fatto prima, ed è un errore. Bisogna rispettare il lavoro fatto prima dagli altri e io infatti ho imparato molte cose stando in Ducati: le ho imparate analizzando il lavoro fatto da chi c’era prima di me. Quindi ho fatto una scrematura del progetto precedente, ma ho anche tenuto tante cose positive che Ducati aveva fatto nel tempo».
Marquez tradito dal freno in Austria: “Il podio era possibile" e su Acosta: "Vuole sfidarmi, non è la mia battaglia"
Il nove volte iridato conclude in quinta posizione al termine di una corsa fortemente condizionata da un problema tecnico. Secondo lo spagnolo sono in tanti a giocarsi l'iride