Il team LCR nel 2006 debuttò in MotoGP con un pilota australiano, Casey Stoner, ed ora sta per ampliare la sua struttura grazie ad un australiano, Jack Miller. Lucio Cecchinello, il proprietario, spiega come si è sviluppata l’operazione Miller.
Secondo te perché Jack Miller ha preso una decisione simile?«Un salto simile può fare scalpore, ma io sono d’accordo con chi dice che nella vita bisogna avere il coraggio di osare, perché solo osando riesci a fare cose eccezionali. Questa mentalità l’ho vista in tanti piloti, tra i quali Casey Stoner: scese dalla piccola Honda della Coppa Movistar per salire su una 250 GP, al debutto nel Mondiale; osò crederci e mostrò a tutti il suo talento. E noi allora non l’avevamo, la moto ufficiale per Casey... Quindi penso che conti la condizione psicofisica, l’approccio mentale. Gli anglosassoni sono forti mentalmente e hanno la cultura della moto grossa. Jack ha corso con la 600 in Australia (ha debuttato nel campionato nazionale SBK ndr) quando era molto giovane. Sa cosa vuol dire guidare una moto da 160 kg».
Quale sarà, a tuo avviso, il suo problema maggiore?
«La cosa più importante sarà il tempo che darà a se stesso prima di cercare di portare la moto al limite. Credo che gli sarà necessario qualche mese, prima di prendere le misure alla MotoGP, ma ce la può fare. Ha la voglia di crescere, la passione, l’intelligenza. E ovviamente ha il talento».
Enrico BorghiL’intervista completa la potete leggere sul numero di Motosprint in edicola dal 7 ottobre
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