Dovizioso: “buon feeling con la Ducati”
Pubblicato il 13 novembre 2012, 18:18
VALENCIA – È stato il giorno di Valentino Rossi sulla Yamaha e di Andrea Dovizioso (nella foto) sulla sua Ducati (nel senso che il forlivese si è visto assegnare la moto usata dal pesarese domenica) ma ha parlato solo Andrea. Valentino non ha detto nulla perché il contratto non glielo permette.
La Ducati gli ha dato il benestare a guidare la moto, ma non può rilasciare dichiarazioni. Dovizioso invece può parlare della Ducati perché il suo contratto con la Yamaha è quello da pilota “satellite”, non ufficiale. Quando Andrea si è messo a parlare della sua prima uscita sulla Desmosedici Valentino era già in autostrada, con destinazione Aragon.
Proverà domani, insieme a Jorge Lorenzo (che oggi non è sceso in pista) sperando di trovare l’asfalto asciutto. Da ciò che è trapelato emerge che Valentino è contento e soddisfatto per le sensazioni ricevute durante i suoi 28 giri affrontati su asfalto bagnato. I tempi, in generale, non sono del tutto esaustivi, perché l’asfalto è cambiato molto: all’inizio era abbastanza asciutto, solo scivoloso, ma con il passare del tempo la pista è arrivata anche ad allagarsi. Va detto però che Dovizioso ha fatto segnare tempi incoraggianti, in diversi momenti.
«Infatti di questa prima uscita posso dire che sono soddisfatto del mio tempo – ha detto il forlivese – ma resto coi piedi per terra. In primo luogo, perché la Ducati sul bagnato è sempre andata bene; poi perché il feeling è stato buono e questo è un buon segno. Per il resto va detto che in pista non c’erano gli altri piloti forti, quindi non ho riferimenti. E poi bisogna aspettare l’asfalto asciutto per fare certi ragionamenti. Infatti spero di trovare tre giorni migliori a Jerez, a fine mese. Perché qui si gira anche domani, ma il meteo annuncia altra pioggia».
È stato anche il giorno del debutto di Andrea Iannone, che guida una Ducati del Team Pramac. «Anche se è piovuto, per me è stato molto importante provare – ha spiegato l’abruzzese – . Sono molto contento, mi piace lavorare nel box con gli ingegneri. Adesso anche io sono parte di una Casa e non mi sembra vero. In MotoGP parto praticamente da zero, ho fatto solo qualche test al Mugello. Con questa moto devo imparare tutto: le gomme, l’elettronica, il comportamento sul bagnato. Devo capire come funziona la moto, prima di pensare ad ottenere qualche risultato, ma la squadra mi sta aiutando molto. Su questa moto intervengono tanti controlli elettronici, non è facile nemmeno sul bagnato. E mi sono già reso conto di quanto va forte rispetto alla Moto2: questa slitta anche in rettilineo».
Sarebbe stato anche il giorno del debutto di Marc Marquez, ma il campione della Moto2 ha preferito restare ai box. «Ero vicino a questa moto fantastica e non la potevo usare: è stato frustrante – ha detto Marc – . Devo essere paziente, è importante provare per la prima volta questa moto nelle condizioni migliori possibili. Cioé l’asfalto asciutto. Durante la giornata ho comunque avuto diversi meeting con gli ingegneri, per cominciare a capire il tipo di lavoro che bisogna fare con la MotoGP».
Enrico Borghi
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